Evoluzione oltre l'oblio
ciao Ciacci
aggiungere a Venezia
Banksy carosello
Una classica operazione di "cortocircuitazione" del senso; il famoso graffitista britannico stravolge l'immagine di un brand, il grafico francese stravolge il lavoro di Banksy riabbinandolo col brand.
Varrebbe forse la pena anche di riflettere su quanto marketing ci sia dietro il successo di Bansky, le centinaia di migliaia di euro pagati per le riproduzioni su tela delle sue opere, l'attenta gestione mediatica della sua "identità segreta"... Insomma di quanto oggi lo stesso Banksy sia, a tutti gli effetti, un brand...
Pulizia svizzera
libri contro auto
Nel caso del lavoro realizzato recentemente a Melbourne, in occasione del "Light in Winter festival" di Melbourne, evento dedicato a arte, workshop, spettacoli sul tema della luce. si tratta decisamente di "rifiuti speciali": diecimila libri "obsoleti" scartati dalle locali biblioteche, e raccolti per l'occasione dall' eEsercito della Salvezza.
nell'aere...
Riprendo a scrivere sul blog, spinto dalle proteste di qualche aficionado, dopo lunga assenza; e mi scuso se lo faccio parlando di un lutto.
Ma in un luogo dove, in sostanza, si parla di creatività, non si può ignorare che anche Roberto Roversi ci ha lasciato. Vorrei ricordarlo con un "semi-inedito".
Quando nel 1999 uscì il primo numero di Centocieli, il periodico di educazione alla sostenibilità della Regione Emilia-Romagna, gli amici del Centro Antartide, che curano il progetto editoriale della testata (io mi occupo della direzione artistica), chiesero a tre grandi poeti italiani di scrivere qualcosa sugli elementi naturali; Erri De Luca si occupò del fuoco sul primo numero, Gregorio Scalise scrisse di acqua nel numero tre; e Roversi trattò, da par suo, il tema dell'aria nella seconda uscita (dicembre 99).
Un lungo pezzo (dovetti impaginarlo "spezzandolo" fra prima ed ultima pagina...), che riporto integralmente qui sotto, dove il poeta affronta, con leggerezza e profondità, le molteplici occasioni in cui, quotidianamente, nominiamo l'aria.
da Centocieli n.2 anno 1 dicembre 99
POESIA DI UN ELEMENTO
ARIA ARIA ARIA
•PRENDERE ARIA: da una cella a un
cortile, quindi ancora in cella.
•CON NASO ALL’ARIA: l’uomo in-
curiosito che guarda le stelle, la ragaz-
za fantasiosa, il giovane innamorato.
HO PRESO L’ARIA: il mariuolo che
vuol defilarsi e se la svigna, oppure il
ladrone supremo che con il biglietto
in tasca riempie di mazzette la valigia
prima di volare via.
•MI MANCA L’ARIA: mormora la
donna sola alla finestra, in un pome-
riggio afoso di luglio, nessuno per la
strada.
•DIAMO ARIA: dice la nuova inqui-
lina entrando in un appartamento d’af-
fitto, mentre spalanca tutti i vetri.
•CAMBIA L’ARIA: commenta il
pensionato rivolto all’amico, seduti su
una panchina, guardando il cielo. Op-
pure è il viaggiatore incostante, che si
muove per il mondo, appena è arrivato
con il desiderio sulla pelle in Patago-
nia.
•A MEZZ’ARIA: sta l’incertezza della
ragione che inquieta ricerca e si inter-
roga e ancora non sa dove approdare.
Oppure è una domanda non conclusa.
O una parola troppo carica di signifi-
cati profondi, che stenta a librarsi.
Oppure, ahimè, non reggendo si accin-
ge a sprofondare.
•ARIA ARIA ARIA!: è autoritario il
poliziotto verso gli spettatori che sono
intorno all’uomo insanguinato sul sel-
ciato. LASCIATELO RESPIRARE! Così
tanti cercano, alzando la testa, di guar-
dare da più lontano.
Un uomo accende una sigaretta e dice:
“Lo conoscevo, sembrava un bravo
ragazzo e invece ha ucciso moglie e
suocera e s’è sparato”.
“Succede, alle volte – commenta un
altro – le cose sono nell’aria e poi ca-
pitano così”.
•MANDO TUTTO ALL’ARIA: grida
la promessa sposa al ragazzo, e piange.
Quale sarà la ragione del contendere?
•SENTI CHE ARIA: dicevano donne
e uomini di cento anni fa, al primo
apparire di maggio, odorando prati e
colline. Allora accadevano le merende
sull’erba e altre cose ancora. Profumi
di fiori, l’ombra dei suoni delle cam-
pane. Che meraviglia! Peccato poi le
guerre, che scompigliavano tutto e
mandavano in malora uomini donne
vecchi bambini e prati. E le colline. E
i fiori. Anche gli alberi, le cui foglie
erano smosse dall’aria gentile delle
bombe.
•RESPIRA L’ARIA COL NASO: così
il padre sollecitava il figlioletto con il
singhiozzo.
•UN’ARIA IRRESPIRABLE: si dice
quando le cose nella vita sono nere.
Ebbene, quasi mortale questa che ci
pesa addosso. Che cala dal cielo por-
tata da venti improvvisi. Che è spri-
gionata dalla nostra avidità di tutti i
piaceri; dall'egoismo di correre correre
andare volare partire ritornare, quasi
fossimo noi soli al mondo. Intanto
l’aria nera graffia e brucia.
Ma questi sono certamente i nuovi
cieli; e questo è quello che è voluto
cercato promesso prodotto da noi.
Sommersi oramai dall’aria come gli
antichi dalla cenere eruttiva del Vesuvio.
Indifferenti e arroganti e stolidi, quan-
do il cielo sarà così scuro d’aria da non
consentirci di vedere i nostri piedi e
le nostre mani, allora ahi! non sarà più
possibile volare in vacanza qua e là
come parpaglioni impauriti, e sarà
anche inutile cercare di fuggire.
•ARIA FRITTA Il niente. Chi promette
tutto e non fa. Chi apre bocca solo per
sfiatare le parole, e dentro c’è il vuoto,
c’è il verme.
•TERRA ARIA TERRA: canta il missile
etico e intelligente, soavemente, men-
tre attraversa il cielo. E, sì, facendo
vibrare l’aria. Poi educato e precisino,
tutto lindo e pinto, si deposita con un
inchino sulla terra. E tutto scompare.
La terra l’aria case luci torri le spaven-
tate galline e i meravigliati rosignoli.
Le donne. I bambini. Nell’aria notturna
non ci sono più canti...
domani accadrà

Per gli affezionati lettori del blog ho pensato al più banale dei regali: un calendario!
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| calendar 2040 |
un anno di cieli

A History of the Sky è realmente la storia di un cielo: una storia che dura un anno, e racconta il cielo di San Francisco.
Per realizzare questo video Ken Murphy, musicista, artista e programmatore, ha utilizzato la tecnica del "time lapse" (cioè Un filmato ottenuto processando una serie di fotografie scattate in sequenza e opportunamente montate): tre milioni di foto, scattate ad intervalli di dieci secondi, ogni giorno per un anno, dal tetto della sede dell’Exploratorium, il museo della scienza di San Francisco. Le foto sono poi state montate in 365 filmati quotidiani, a loro volta raccolti in sequenza. L'autore ha definito quest'opera "mesmerizing" (ipnotica). Difficile dargli torto, specie se lo si guarda a schermo intero. (via www.designerblog.it)
l'uomo che contava il tempo
Nel 1965 Opalka, nato in Francia da genitori polacchi, ha tracciato nell'angolo superiore sinistro di una tela il numero 1. Da allora, per tutti i giorni della vita, ha aggiunto numeri successivi, passando ad una nuova tela quando la precedente era terminata.
Tele tutte rigorosamente uguali, di cm. 196x135 (la dimensione della porta del suo studio), così come la calligrafia ed il colore dei numeri (il bianco). Solo una cosa è cambiata negli anni: il colore di fondo - dapprima il nero, poi schiarito dall'aggiunta lentissima e progressiva di velature di 1% di bianco, fino a raggiungere il totale bianco su bianco.

La vendetta del vinile
La riscossa del vinile pare inarrestabile; mentre il CD, che doveva essere il sistema definitivo, è già in agonia dopo pochi decenni, il vecchio LP conosce una seconda, radiosa giovinezza.
Nicolas Lesaffre , pubblicitario e artista digitale francese, lo ha posto al centro di un clamoroso cortometraggio: Vinyl’s Attack.
L'attacco alieno "vinilico" è rappresentato con straordinaria abilità, riprendendo elementi dei vecchi b-movies di fantascienza e di classici del cinema, da Metropolis a King Kong.
Un esercizio di stile divertito e divertente, con finalino non banale.
arte esplosiva

Incidere è, fin dagli albori dell'espressione artistica, un modo di rappresentare.
Sono graffiti le prime opere umane conosciute, sono incise (su legno, poi su metallo) le matrici delle prime tecniche di stampa, che hanno consentito il passaggio dall'opera singola all'opera multipla.
Alexandre Farto alias Vhils, applica la tecnica del graffito ad una una particolare forma di street art, incidendo l'intonaco dei muri con il martello pneumatico.
seguire la mappa

quadri scritti, racconti dipinti

"Un chioschetto ricoperto di rigogliosa vegetazione, un tavolo con sopra vino e frutta, due signore italiane sedute l'una di fronte all'altra, al tavolo medesimo - una canta, l'altra suona la chitarra - in piedi fra le due, un abate fa da direttore d'orchestra: col braccio alzato, pronto a dare il battere alla chitarrista perché attacchi sicura l'accordo di dominante, attende la conclusione del lungo trillo di cadenza che la cantante sta eseguendo, gli occhi rivolti al cielo. L'abate è tutto meraviglia, godimento, tensione.., per nulla al mondo vorrebbe fallire l'esattezza dell'attacco.., quasi non osa respirare... se potesse, imbavaglierebbe persino i moscerini e le api per impedir loro di ronzare... in quel momento supremo tanto più l'indispone il sopraggiungere dell'oste indaffarato, col vino ordinato poc'anzi... In prospettiva, una pergola, solcata da strisce di luce abbagliante: laggiù si è fermato un cavaliere a rinfrescarsi con una bevanda senza scendere di sella..."
Oggi, grazie a internet, ho potuto finalmente farmi un'idea, per quanto approssimativa, del quadro; e ho potuto scoprire che non solo è giunto fino a noi da quella lontana mostra del 1814 in cui lo vide Hoffmann, ma anche che è oggi stabilmente esposto presso la "Neue Pinakothek"
di Monaco. Nel racconto i due protagonisti (facilmente identificabili con lo scrittore e un suo amico) dopo aver visto il quadro in una mostra, si recano in una taverna; e l'uno racconta all'altro di aver assistito personalmente alla scena ritratta dal pittore.
Come osserva Michele Cometa nel suo saggio "Descrizione e desiderio: I quadri viventi di E.T.A. Hoffmann" (Meltemi editore, 2005) :
"Lo schema proposto dal racconto è (...) quello abbastanza lineare di un dipinto che viene descritto da un narratore (che poi si sovrappone al protagonista) e che proietta sulla realtà, attraverso un turbamento che è tipico dell'esperienza fantastica, un brivido che consente una sorta di flashback. Quadro e vita stanno in fin dei conti su un unico piano, la loro relazione è sostanzialmente biunivoca se non fosse, da qui l'ottica serapiontica, che un terzo elemento, tipicamente la musica, afferma il principio che tutta questa realtà, sia pittorica che umana, deve essere appunto derealizzata perché l'arte possa trionfare. La musica, quella musica interiore che è vera arte, esiste solo allorché l'artista si decide a sottrarre alla propria ispirazione ogni fondamento troppo umano."
In questo stanno da un lato il carattere profondamente "romantico" dell'arte di Hoffmann, dall'altro la centralità della sua altra grande vocazione artistica: quella del musicista.
Quanto al pittore de "La Sosta", J. E. Hummel, di lui non è rimasta grande eco. I testi di storia dell'arte gli dedicano poche righe, e solitamente fra le sue opere citano solo la "Vasca di granito" (Granitschale im Berliner Lustgarten 1831).



La grande vasca troneggia tuttora a Berlino al centro del Lustgarten, (il giardino del piacere) e, a quanto pare, continua a "funzionare" come soggetto ispiratore:

Questa stampa ink-jet su carta del fotografo iperrealista canadese Scott McFarland si intitola: "the granite bowl in the Berlin Lust Garden - after Johann Erdmann Hummel".
Per realizzare le sue immagini McFarland usa nmerosi scatti dello stesso soggetto, realizzati nell'arco di giorni, mesi e, talvolta, anni, e poi li compone in digitale; lo scopo è superare il concetto di fotografia come immagine che isola un singolo istante spazio/temporale.
Anche nel caso dell'immagine della Vasca i personaggi sono stati ripresi in giorni diversi; al centro i due ragazzi che volgono le spalle all'opera scultorea, a simboleggiare la frattura fra le nuove generazioni e la cultura classica (richiamata anche nella citazione esplicita del quadro di Hummel contenuta nel titolo del lavoro).
Qui trovate altri lavori del fotografo canadese e notizie biografiche.
Il mio amico/lettore non me ne vorrà se, per parlare di un quadro, siamo finiti a trattare di letteratura, musica, scultura... e persino fotografia! (sarà "arte normale"? Ai posteri...)






































